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Analisi degli incendi e delle cause di innesco

Le cause principali degli incendi campestri sono attribuibili a:

  • cause naturali, che solitamente hanno incidenza in percentuale di accadimento molto modesta quali: fulmini, autocombustione;
  • cause accidentali anch'esse con incidenza modesta quali: effetto lente (pezzi di vetro presenti sul suolo), scintille (limitate alle scarpate ferroviarie), archi voltaici (interruzioni violente di corrente),
  • cause di origine antropica (derivate dall'uomo) quali: colpose/involontarie (mozziconi di sigaretta, fuochi campestri, abbruciamento delle stoppie, incidenti stradali); dolose/volontarie (piromania, fini speculativi, esibizionismo, vendetta).

Per comprendere meglio come l’incendio si propaga, è necessario capire come il calore prodotto dalla combustione si espande ad altri materiali. Questo avviene in tre modi:

  • per irraggiamento: l’energia calorica viene trasportata nello spazio mediante onde elettromagnetiche senza alcun contatto diretto;
  • per convezione: il calore si propaga nell’aria per differenza di densità;
  • per conduzione: il calore si trasmette da un estremo all’altro di un corpo per conduzione molecolare.

L’agente primario della dinamica evolutiva degli incendi campestri è il vento. Esso svolge un’influenza primaria sul comportamento del fuoco e quindi sull'evoluzione generale dell’incendio. Se è costante, la forma dell’incendio è ellittica allungata con avanzamento secondo la direzione del vento. Se il vento è irregolare altrettanto irregolare risulterà la forma dell’incendio.

Gli incendi campestri, secondo la morfologia del nostro territorio, sono suddivisi per tipologie:

  • incendi sotterranei che si sviluppano per abbruciamento delle sostanze vegetali sotto il livello del suolo quali: humus indecomposto, torba, ceppaie, radici;
  • incendi di superficie: (che si verificano con maggiore incidenza sul nostro territorio) che si sviluppano al livello del suolo, per azione di erba secca, rami secchi e foglie, l’incendio avanza rapidamente e raramente raggiunge forte intensità e spesso non determina danni di rilevo alla vegetazione arborea costituita dalla maggior parte da uliveto e frutteti e si riesce a spegnere con relativa facilità almeno che non si trasformi in un incendio maggiore.

Per interfaccia urbano-rurale si definiscono quelle zone o fasce, nelle quali l’interconnessione tra strutture antropiche e aree naturali è molto stretta; cioè sono quei luoghi geografici dove il sistema urbano e quello rurale si incontrano ed interagiscono, così da considerarsi a rischio d’incendio di interfaccia, potendo venire rapidamente in contatto con la possibile propagazione di un incendio originato da vegetazione combustibile.

Tale incendio, infatti, può avere origine sia in prossimità dell’insediamento (ad esempio dovuto alla combustione di residui vegetali o all'accensione di fuochi durante attività ricreative in parchi urbani e/o extraurbani, ecc.), sia come incendio propriamente boschivo per poi interessare le zone di interfaccia. Nel presente documento, fatte salve le procedure per la lotta attiva agli incendi boschivi di cui alla L. 353/2000, l’attenzione sarà focalizzata sugli incendi di interfaccia , per pianificare sia i possibili scenari di rischio derivanti da tale tipologia di incendi, sia il corrispondente modello di intervento per fronteggiarne la pericolosità e controllarne le conseguenze sull'integrità della popolazione, dei beni e delle infrastrutture esposte.

Il comune di Molfetta è particolarmente attento al problema degli incendi campestri, che ha nel periodo estivo la maggiore attività, non essendo lo stesso interessato da aree boschive. Nell'ambito delle proprie attività istituzionali in materia di protezione civile e tutela del territorio e dell’ambiente, ogni anno, con l’approssimarsi della stagione estiva avvia per il tramite del Nucleo Protezione Civile e Tutela Ambientale istituito presso il comando di Polizia Municipale, una campagna informativa e di sensibilizzazione in tema di incendi campestri, anche sulla scorta delle indicazioni contenute nelle note dell’Ufficio Territoriale del Governo di Bari. La campagna informativa viene effettuata mediante affissione di Ordinanza Manifesto su tutte le plance cittadine unitamente alla distribuzione dell’ordinanza recante le principali norme di comportamento ed autoprotezione sul rischio di incendi campestri. Lo stesso testo in formato cartaceo viene notificato anche ai vari enti proprietari di aree ricadenti nel predetto territorio per la messa in sicurezza.

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